- Edy: una figura stilizzata,
semplificata al massimo, di un omino,
- frustrato già dalla pochezza dei tratti che lo
definiscono.
- Un improbabile cappello che non si
sa se difende una straordinaria ricchezza di idee o se viceversa protegge la semplicità e
la pochezza di alcune idee elementari che in una società sempre più complicata sembrano
sfuggire ai più o essersi perse del tutto nei meandri intellettualistici imperanti.
- Un pastrano, sempre uguale, simbolo,
nei rapporti con gli altri, di omologazione oppure di straordinaria difficoltà di
rapporti e di impermeabilità di relazioni.
- Un ombrello che tradisce
uninsicurezza profonda (desiderio di riparo, di autodifesa, ricerca di un
ancoraggio, di un appoggio?). Un personaggio che simboleggia
linsoddisfazione del vivere e lincomunicabilità dilagante, ma anche la
primigenia, spontanea, convinta volontà di far capire valori elementari che sembrano
scomparsi o in via di totale estinzione.
- In una realtà ingabbiata dai miti
del consumismo sfrenato, dalla devastazione progressiva dellambiente naturale, Edy
è il simbolo di una disincantata meraviglia e di un preoccupato stupore verso ciò che
luomo sta distruggendo e propone, sotto il suo stilizzato cappello e nella pochezza
dei tratti che lo incarnano, valori elementari ma essenziali, di difesa della vita, di
autenticità dellessere e dellesistere.
- Forse, una sorta di Donchisciotte
della Mancia, senza neppure il controaltare realistico di Sancio Panza, ma anche senza la
eternamente vagheggiata Dulcinea del Toboso.
- Un uomo solo, dunque, più disperato
ed isolato che altro.Ma il disegno ci insegna come un
messaggio, anche il più pessimistico, si possa trasformare in un tratto umoristico,
quando la sproporzione tra la realtà quotidiana e laspirazione ad una vita pregna
di significato e degna di essere vissuta è talmente grande da far scattare- come elemento
liberatorio - il riso.
- E la storia ci insegna come lumorismo sia nato spesso da una
concezione tuttaltro che ottimistica della vita: spesso si è riso e si continua a
ridere per non piangere. Terrificante è semmai
lesempio di chi piange in continuazione senza avere il coraggio di ridere.
- Edy è dunque un personaggio-mito
che non ci vuole trasportare nelle favole dellinesistente, ma che tende ad ancorarci
ai valori di una società che si è trasformata profondamente, ma che esiste ancora,
tessuto fondante del nostro comunicare, del nostro credere, del senso profondo che
vogliamo e dobbiamo dare alla nostra vita.
- Edy è un personaggio metafisico per i sui
tratti simbolici ed universali, ma anche messaggio reale da trasmettere al nostro modo di
essere e di porci nel mondo.